Docente: Professoressa Francesca Pisani
Imitare gli scrittori può essere un modo divertente ed inusuale per migliorare l’abilità di scrittura e conoscere, al tempo stesso, autori e opere della letteratura contemporanea
Il lavoro svolto nella classe I A della scuola secondaria di I grado nell’a.s. 2009/10 ha preso spunto da sequenze descrittive tratte da racconti di Stefano Benni, un autore originale esilarante molto apprezzato dai ragazzi.
Dall’analisi delle sue descrizioni, che abbiamo definito “esagerate”, abbiamo selezionato aggettivi, similitudini, metafore, iperbole, modi di dire per utilizzare nei nostri elaborati , che sono risultati assai più ricchi ed accattivanti.
Infine abbiamo riscritto la descrizione di due personaggi “Benniani”, Ouralphe e Ascalaphe, utilizzando i contrari, giungendo così a due ritratti diametralmente opposti a quelli tratteggiati dall’autore, ma egualmente originali e divertenti.
Non sempre rubare è un reato: in questo caso rubare allo scrittore i trucchi del mestiere è un piacevolissimo dovere!
Professoressa Francesca Pisani, Docente di Italiano
I Lavori dei Ragazzi
Ouralphe
Ouralphe è enorme, smilzo, con la testa bananiforme. Occhi da orso. Fronte liscia come la seta. Due brutti baffi ritti bianchi e opachi. Lunga barba. Capelli stopposi. Gote olivastre, sorriso da assassino con grandi denti giallastri e quadrati come un cubo, naso da aquila; un brutto neo cafone sulla guancia sinistra, mani grandi e screpolate. Al pollice sinistro, un anello con un cardellino di bronzo. In testa un cappello da marinaio, inclinato a sinistra. Tutto vestito di nero ad eccezione di una piccola sciarpa di lana arancione. Scarpe con tacco a spillo. Odore: concime naturale. Voce: oboe.
Marta Filippini (IA)
Ouralphe
È grande, secco, con testa mele forme fornita di corna. Occhi da scoiattolo. La fronte liscia come il ghiaccio,due bei baffi da sorcio neri e lustri come disegnati con la bomboletta. Lunga barba arruffata. Capelli arruffati color caviale,gote rosse,sorriso sgarbato con grandi denti bianchi squadrati agghindati con un apparecchio pieno di molliche,da bambino,naso da aquila e un brutto neo scarafone sulla guancia sinistra,mani grandi e trascurate. All’anulare sinistro,un anello con un fagiano in bronzo. In testa un piccolo cappello da mago inclinato a destra. Tutto vestito di nero ad eccezione di un piccolo scalda collo di seta rosa a disegni di coturnice. Scarpe da ballerino. Odore:alghe putrefatte. Voce:da violino.
Danilo Vilardo (IA)

Ascalaphe è basso, obeso, con una spalla più bassa dell’altra e una fronte strettissima. Sopracciglia spoglie. Colorito olivastro, piccolo naso da gatto. Occhi d’assassino. Bocca stretta, con tutti i denti cariati, minuscole orecchie ovali, capelli grigi, tantissimi. Mani da santo. Tutto vestito di rosso ad eccezione due calzettoni gialli che accecano come fari nella notte. Sandali. Odore: gorgonzola. Voce: trombetta.
Serena Pitrolo
Ascalaphe è basso, grosso, sopracciglia rade. naso topesco, occhi assassini, bocca stretta e piena di denti, orecchie quadrate e capelli rossi, tanti mani di fata.
Tutto vestito di nero ad eccezione di due calzettoni blu che brillano come un pavimento pulito. Infradito odore:brioches, voce da ottavino
Andrea Miglio (IA)
Ouralphe
Ouralphe è grande, magro, con la testa meleforme. Occhi da orso. Fronte liscia come il sedere di una scimmia.
Due baffi dritti, sporchi come una fogna.
Lunga barba appuntita color nero come il catrame. Capelli arruffati color concime.
Gote pallide, sorriso assassino con grandi denti neri e rotondi da vecchio, naso da pinocchio, un grande neo cafone sulla guancia sinistra, mani grandi, minacciose e poco curate.
Al mignolo sinistro un anello da mafioso. In testa un piccolo cappello come Peter Pan.
Vestito in nero ad eccezione di una sciarpa viola. Scarpe da ginnastica, odore di morto. Voce da signorina.
Conti Giovanni (I A)
Ouralphe
Ouralphe è grande, mingherlino con la testa aranci forme. Occhi da orso, fronte liscia come il pavimento. Due orribili baffi ritti, bianchi, sporchi e disordinati.
Lunga barbetta appuntita, capelli arruffati, gote rosse, sorriso minaccioso con grandi denti sporchi e appuntiti, da maialino.
Naso d’aquila, un brutto neo da cafone sulla guancia sinistra, mani grandi e sporche. All’anulare sinistro, un anello d’argento. In testa un piccolo cappello da marinaio. Tutto vestito di blu ad eccezione di una piccola sciarpa di cotone verde a disegni di coturnice. Scarpe da calcetto. Odore di pesce morto, voce di tamburo.
Conti Giovanni (I A)