Istituto Comprensivo “E. Vittorini”, Donnalucata

LABORATORIO 
"IL TERRITORIO CHE CI CIRCONDA"

 

 

Classe 2ª D, Anno scolastico 2008-2009, Insegnante Prof. Iolanda Galletti

Scicli

Il territorio

La città di Scicli si trova nella parte sud-orientale della Sicilia e confina con i territori di Modica e Ragusa. Il confine con Ragusa è il fiume Irminio (la cui foce è una riserva naturale), invece il confine con Modica è segnato dalla Fornace Penna (archeologia industriale degli inizi ‘900).

Lungo la  si trovano quattro borgate: Plaja grande, Donnalucata, Cava d’Aliga e Sampieri.

Nella città di Scicli scorre la Fiumara, o torrente Mothucano, e due torrenti minori, San Bartolomeo e Santa Maria la Nova, che prendono il nome da due chiese. La città è situata su tre colli: San Matteo, Rosario e Croce.


La storia e l’arte

Scicli risale all’’anno 864 d.C. e in origine sorgeva sopra il colle di San Matteo. Qui si trovavano due castelli(castellaccio e dei tre cantoni), delle torri, chiese, conventi e il tutto era circondato da mura.

Dell’epoca Neolitica ci rimangono due resti: la Grotta Maggiore e il villaggio di Bruca.

Del periodo della colonizzazione greca sono presenti dei resti nelle contrade Maistro e Cancellieri.

Della colonizzazione romano troviamo una statua nella zona di Sampieri e un probabile tempio, di cui però non ci resta nessuna traccia.

Nell’anno 864 d.C. gli Arabi conquistarono tutta la Sicilia e la divisero in tre parti: Val di Noto, Valle di Mazzara e Val Demone. Essi hanno sviluppato l’agricoltura grazie all’invenzione dei canali di irrigazione (saie)ed hanno importato anche gli agrumi.

Gli arabi sono stati poi sconfitti dai Normanni. In questo periodo Scicli era posta sopra il colle san Matteo, circondata da possenti mura con intorno sette porte (di cui ci rimangono alcuni resti) e delle torri sparse. Una di queste torri si trova vicino al convento delle Milizie.

Negli anni successivi si diffusero molti ordini religiosi che diedero vita a chiese e conventi. Probabilmente il primo convento costruito a Scicli è quello della Croce.

I Normanni hanno introdotto il sistema feudale e hanno conquistato tutta la Sicilia. A loro dobbiamo la costruzione di importanti cattedrali (Palermo, Cefalù, Monreale…).

Ai Normanni seguirono gli Svevi. Durante l’impero di Federico II furono costruiti tanti castelli (Ursino a Catania, Maniace a Siracusa, di Lombardia a Enna).

In seguito la Sicilia cadde sotto la dominazione angioina, cioè una dinastia francese. Fu un periodo molto violento, perché non furono rispettati gli abitanti del luogo.

Nel 1282 con la rivolta dei Vespri Siciliani, gli Angioini furono cacciati e a loro seguì la dominazione aragonese (dinastia spagnola).

Nel 1296 la Contea di Modica fu assegnata alla famiglia Chiaramonte, che dominò per un breve periodo e Scicli fu incorporata in tale possedimento. La Contea, circa un secolo dopo, passò alla famiglia Cabrera. Scicli continuerà a far parte della contea fino al 1812, mentre il 7 giugno 1860, con un plebiscito fu annessa al Regno d’Italia.

Nel 1400 comincia il periodo dell’espansione di Scicli verso la valle, presso cui furono costruiti conventi e chiese. Le mura della città furono abbattute ed essa si allargò verso la valle.

Attualmente la zona storica della città si presenta con edifici costruiti in modo disordinato, perché si seguiva l’andamento del territorio (colline, fiumi). La parte più recente ha una pianta a scacchiera e quindi edifici costruiti in maniera più regolare.


LE FESTE POPOLARI

La cavalcata di San Giuseppe

La festa si svolge nel mese di Marzo prima a Donnalucata e la settimana successiva a  Scicli. Si ricorda la fuga in Egitto della Sacra Famiglia, attraverso una parata di cavalli e muli, bardati con splendide decorazioni floreali, opera degli artisti locali.

Le immagini realizzate sono soprattutto di carattere religioso: vengono ritratti infatti la Sacra Famiglia, oggetti di uso comune in chiesa o i simboli della città di Scicli.

I cavalieri e coloro che guidano i cavalli a mano indossano vestiti tradizionali: pantaloni di velluto, gilet scuro, una cintura da cui pende un fazzoletto rosso.

La festa si conclude con la premiazione delle realizzazioni migliori e con barbecue di carne arrosto organizzati dai cittadini nei vicoli della città.  


La Madonna delle Milizie

È una delle feste più importanti della città e si svolge l’ultimo sabato di Maggio. Essa rievoca una leggenda, secondo la quale nella battaglia contro i saraceni del 1091, i normanni ebbero la meglio grazie all’intercessione della Madonna che apparsa su un cavallo bianco salvò la città dall’invasione araba.

A ricordo della leggenda e per devozione verso la Madonna, il paese organizza annualmente una rappresentazione teatrale della battaglia tra normanni e saraceni, che si conclude con l’apparizione della statua della Madonna delle Milizie e con il canto dell’Angelo, un motivo senza accompagnamento musicale, interpretato da una voce bianca, che ricorda la musica tradizionale islamica.

U’ Gioia

A Scicli è famosa la celebrazione del Cristo Risorto, chiamato “u’ Gioia” o “Uomo Vivo”.

La notte di Pasqua, presso la Chiesa di Santa Maria la Nova, si celebra la resuscita, con l’apparizione della statua del Cristo Risorto sull’altare centrale.

La domenica di Pasqua si svolgono poi due processioni: la prima di mattina con il Santo Sacramento che viene portato per le vie della città; la seconda, la più attesa, con la statua del Gioia, portata a spalle da un gruppo di giovani devoti.

La seconda processione, che diventa un momento di gioia per tutta la popolazione, prevede una breve pausa nel primo pomeriggio, per proseguire fino a tarda notte, con l’accompagnamento di fuochi d’artificio sopra il suggestivo colle di San Matteo.



LE CHIESE DI SCICLI

San Matteo

Periodo di costruzione: esistente dal 1165, fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 e completata nel 1762.                                 

Luogo: si trova sul colle di San Matteo.

Breve descrizione: prospetto tripartito a due ordini, scandito da coppie di lesene e colonne, con tre portali d’ingresso; interno a pianta basilicale a tre navate con pilastri cruciformi, concluso da tre absidi rettangolari.


Spirito Santo

Periodo di costruzione: 1600, ricostruita nel XVIII sec e restaurata negli anni ’90.

Luogo: sul colle di San Matteo.

Breve descrizione: prospetto leggermente convesso a due ordini e aula rettangolare. Vicino alla chiesa ci sono resti di catacombe e di insediamenti  rupestri.



San Vito

Periodo di costruzione: 1508, fu restaurata nel 2000.

Luogo: si trova sulla via Matrice.

Breve descrizione: ha un prospetto ad un ordine, finestra circolare ed aula rettangolare.

Santa Lucia

Nome: Santa Lucia

Periodo di costruzione: 1600

Luogo: Colle San Matteo.

Breve Descrizione: ha un ordine e un timpano  a parte.


Piedigrotta

Nome: Piedigrotta

Periodo di costruzione: primi decenni del XVII.

Luogo: si trova nella cava di san Bartolomeo.

Breve Descrizione: è scavata nel vivo sasso; l’interno è rettangolare con un altare preceduto da due colonne.

Nella nicchia c’è una  statua della Pietà scolpita e dipinta.

Chiesa del Rosario

Nome: S. Domenico - Rosario

Periodo di costruzione: fu fondata nel 1556 dai padri domenicani.

Luogo: sul colle omonimo.

Breve descrizione: la chiesa del rosario o S. Domenico fu fondata dai padri domenicani nel 1556 presso la chiesa della Madonna di Monteserrato esistente già nel 1516 sul colle omonimo. Restaurato dopo il terremoto del 1693, il complesso si colloca nell’ambito del tardo barocco “ sciclitano ”. Ha un prospetto molto semplice.

Chiesa della Croce

Nome: Croce.

Periodo di costruzione: primi decenni del 1500.

Luogo: è posizionato intorno a due chiostri nel dirupo della cava di San   Bartolomeo.

Breve descrizione: La chiesa ha una sola navata di forma rettangolare, ha un portale gotico catalano, con uno stemma dei Cabrera.

Questa chiesa ha una forma circolare a una volta a botte. Nella parte più antica dell’edificio si trova un oratorio, che in origine doveva essere una chiesetta.

Chiesa della Maddalena

Nome: la Maddalena.

Periodo di costruzione: fine del  ‘500.

Luogo: è posizionata nella via Peralta.

Breve descrizione: il prospetto ad un ordine ha una finestra quadrilobata. L’aula rettangolare conserva nella nicchia dell’altare, una statua Mariana.

Chiesa San Bartolomeo

Nome: San Bartolomeo.

Periodo di costruzione: nel XV secolo d.c.

Luogo: sorge al centro di una cava tra due colli: San Matteo e la Croce.

Breve descrizione: la facciata della chiesa ha tre ordini, con l’originale cupola che completa il disegno barocco. L’interno è a croce latina con un transetto centrale. La chiesa è ricca di stucchi, con decorazioni e arredi in legno.

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Chiesa Madre

Nome: Sant’Ignazio

Periodo di costruzione: metà del XVIII e ricostruita nel 1600.

Luogo: sorge di fronte alla piazza Italia.

Breve descrizione: l’esterno è in stile barocca, e abbellito da statue a basso rilievo. È a due ordini e due campanili. L’impianto ha tre navate, l’altare maggiore è stato sostituito con un altro in marmo.


Carmine

Nome: Chiesa del Carmine

Periodo di costruzione: 1336

Luogo: Piazza Busacca

Breve descrizione: La chiesa  è situata nell’attuale Piazza Busacca. Essa fu costruita nel 1336 e fu ricostruita dopo il terremoto del 1693. La chiesa e convento del Carmine si affaccia sul torrente Santa Maria La Nova.

Santa Teresa

Nome: Chiesa di S. Teresa

Periodo di costruzione: 1615

Luogo: Via F. Mormino Penna

Breve descrizione: La chiesa di S. Teresa fu ricostruita nel 1770 dopo il terremoto con il nome di S. Teresa. La chiesa all’ interno è ricca di scene e di decorazioni tardobarocche. La chiesa restaurata di recente, e di proprietà del comune.


San Michele

Periodo di costruzione: 1740-1750

Luogo: Si trova in via Francesco Mormino Penna

Breve descrizione: Ha una pianta ellittica, un prospetto ha tre ordini con la superficie muraria leggermente convessa con il portale strombato.


San Giovanni Evangelista

Periodo di costruzione:Risale al XII secolo

Luogo: Si trova in via Francesco Mormina penna

Breve descrizione: Ha una facciata  a 3 ordini concave o convesse, ha una  pianta  ellittica l’interno è  un cilindro.





I  Palazzi di Scicli

Palazzo Beneventano
È un palazzo settecentesca ad angolo, che sorge sulla strada che porta a S.Matteo. Presenta delle decorazioni barocche con particolari mascheroni. Gli agenti atmosferiche hanno rovinato alcuni balconi. La parte superiore è incompleta. Non si conosce il progettista e neanche la data precisa di costruzione. Fa parte del patrimonio dell’Unesco. Ha balconi panciuti. Nello spigolo in alto è collegato lo stemma sorretto da due testi negri.



Palazzo Spadaro

Si trova sulla via Francesco Mormino Penna risale al I secolo ‘800 - ‘900 e presenta diversi stili architettonici tardo barocco e rococò. È ha due piani, il pianterreno è di proprietà privata, il secondo appartiene al comune. Sulla facciata si trovano otto balconi panciuti, all’interno ci sono importanti dipinti. In una stanzetta da letto si conservava il pavimento originale.


Palazzo Fava

Palazzo settecentesco con facciata principale su Piazza Italia. Il portale centrale è sovrastato da un balcone ricco di motivi decorativi e dallo stemma di famiglia. Il palazzoha due piani con sei balconi sulla facciata principale e uno sulla via di S.Bartolomeo con splendide mensole, grifi e cavalli alati. 


LA VITA DI SAN GUGLIELMO

San Guglielmo nasce a Noto nel 1309 da una famiglia nobile.

Durante una caccia, nel 1335, un cinghiale attaccò il re Federico II,  il santo cercò di proteggerlo e si ferì ad una gamba. Nell’ospedale di Catania, egli ebbe la visione di Sant’ Agata che gli disse di condurre una vita di preghiera.

Una volta guarito, andò dal re che, in segno di gratitudine, gli regalò un castello.

Durante il viaggio verso Noto,  S. Guglielmo donò tutto quello che aveva ad un mendicante. All’età di 26 anni, cominciò a Noto una vita eremitica. Dopo alcuni anni, incontrò Fra’ Corrado Confalonieri, con cui convisse  5 anni.

In seguito, il santo ebbe una visione della Madonna che gli disse di raggiungere Scicli  per  prendersi cura di una chiesa. Paolo Guccione accoglie S. Guglielmo e gli mostra una chiesetta, di cui rimane colpito. A  Scicli si dedica all’ elemosina e il ricavato fu dato ai poveri. Durante la siccità del 1381 fece anche una raccolta di fondi per i più bisognosi.

Il nipote di Paolo Guccione venne guarito da  S. Guglielmo con il sandalo d’argento della Madonna. Durante la permanenza a Scicli, Fra’ Corrado incontrò S. Guglielmo e insieme pregarono.

Il figlio del nipote di Paolo Guccione venne  battezzato da S. Guglielmo.

Una sera, il patrono andò a casa di Paolo Guccione  e la moglie gli fece uno scherzo mettendo della crusca in uno dei suoi ravioli, che in seguito ad un miracolo, si trasformò in ricotta. Sempre quella sera avvenne un altro prodigio: riempì una botte di vino.

Un giorno, Paolo Guccione gli donò un caciocavallo, ma lui ne accettò solo metà, come desiderava la moglie.

Quando ebbe 95 anni pregò intensamente per prepararsi alla morte e andò a salutare l’amico Paolo. Una volta morto, tutte le campane  suonarono misteriosamente. Venne sepolto nella chiesa di S. Matteo.

Dopo la sua morte, ci furono molte guarigioni e prodigi, e fu beatificato nel 1537. Le sue ossa vennero messe in un mezzo busto d’argento.

Il sabato della seconda settimana di Pasqua ricorre la sua festa.                                                                                           



LE VALLI IBLEE

Il rilievo degli Iblei si estende quasi interamente nelle province di Ragusa e di Siracusa

ed è caratterizzato da ampie valli, localmente denominate cave.

Le attuali profondità ed ampiezza delle cave sono dovute all’erosione dei corsi d’acqua che vi scorrono sia a carattere torrentizio sia perenni.

Le valli iblee hanno origini fluviali e presentano rocce di tipo calcaree.

La presenza dell’acqua, il grado di umidità favorevole ed il clima piuttosto mite della zona hanno determinato all’interno di alcune cave la crescita di una fitta vegetazione, presente, ad esempio, nella cava di Gesssura Altre valli, invece, come quella dell’Irminio, sono state trasformate profondamente dall’azione dell’uomo, attraverso masserie, terrazzamenti e muri a secco.

Tra le valli più suggestive degli Iblei bisogna poi ricordare quella di Pantalica, identificata con l’antica città di Hybla, abitata fin dall’età del bronzo e successivamente dai sicani, bizantini, arabi e normanni. Dell’epoca greco-romana ci rimane un acquedotto.

Tale valle, che si trova nella provincia di Siracusa, è percorsa da due fiumi: Anapo e Cavagrande. Oggi della città restano pochissime tracce, fatta eccezione per le oltri 5000 tombe scavate nelle pareti calcaree.

La necropoli (luogo dedicato alla sepoltura e venerazione dei defunti) di Pantalica è il più imponente degli insediamenti preistorici, poi paleocristiani, della valle. Le più antiche tombe sono a pianta circolare, mentre quelle più recenti sono a pianta rettangolare. Una caratteristica di queste sepolture è che gli individui vi venivano sepolti a singoli nuclei familiari, a differenza delle solite tombe a gruppi allargati.

La valle presenta anche il vecchio tracciato della stazione ferroviaria Siracusa-Ragusa-Vizzini. La stazione fu inaugurata nel 1915 e chiusa nel 1956. Furono smontati e portati via le traversine di legno, i binari, i bulloni e oggi rimane solo un lungo sentiero bianco.


FAUNA IBLEA

Airone Cenerino

Nome Scientifico: Ardea  cinerea

Descrizione: lungo 90 cm . la parte superiore è grigia  cenere , le penne delle ali sono neri , le parti inferiori grigiastre , sulla parte anteriore  si trova una linea scura e una cresta nera.

Distribuzione: Europa , Asia e alcune zone dell’ Africa .

Abitudini - Comportamento: nidifica negli alberi  o tra le canne e i cespugli , depone 3-6 uova .Il piccolo rimane nel nido 50 -55 giorni, viene  allevato dai genitori . Vive nelle zone  d’acqua e si nutre  di pesci ,  anfibi  e piccoli  mammiferi  acquatici, sostanze vegetali. È un trampoliere

La Gallinella d’ acqua

Nome scientifico: Gallinula chloropus

Descrizione: È di colore nero e marrone e ha il becco rosso e chiaro sulla punta. Ha le piume bianche al centro. Essa anche se vive nell’acqua non ha le zampe palmate.

Abitudini-Comportamento: Ama stare nell’acqua ed ha il viso molto sospettoso.

Falco gheppio

Nome scientifico: Falco timunculus

Descrizione: Lungo 34 cm e pesa circa 200 g. Nel maschio la parte superiore è castana,con macchie nere e quelle inferiori sono di colore fulvo ( con macchie nere), la testa e il capo grigi. La femmina ha le parti superiori bruno scuro così come l’iride. Le zampe sono gialle.

Abitudini-Comportamento: Nidifica nelle rocce, negli edifici, nei tronchi e a volte sugli alberi, depone 4-5 uova. Il piccolo viene curato e resta nel nido 27-29 giorni. Si nutre di mammiferi, piccoli uccelli, rettili e insetti.

Distribuzione: Europa, Asia e Africa.

La  trota

Nome Scientifico: Salmo trutta macrostigma

Descrizione: essa ha il corpo molto robusto, la pinna caudale è piuttosto incavata, le squame sono oblique verso il basso e all’interno. Come lunghezza è di 50 cm massimo e circa 50 kg di peso.

Abitudini - Comportamento: vive in  acque fredde e ossigenate.

Distribuzione: la trota si trova maggiormente in Sicilia ed in Sardegna.

Colubro Leopardino

Nome Scientifico : Elaphe situla.

Descrizione: Può essere lungo fino a 100 cm. In genere, è giallastro o brunastro con caratteristiche macchie o strisce  color ruggine. Viene considerato uno dei più belli d’Europa; è molto raro da trovare.

Comportamento: Si nutre ,quasi esclusivamente di piccoli mammiferi e  lucertole. È attivo di giorno. Si arrampica su muri,pietre,cespugli. Certe volte fa vibrare la coda e strangola le sue prede tre le spire.

Distribuzione: Vive nell’Europa sud-occidentale. Preferisce vivere negli ambienti rocciosi e soleggiati

Testuggine

Nome scientifico: Testudo hermanni.

Descrizione: Può essere lunga fino a 20 cm, ed ha un grosso carapace convesso.  È provvista di un grosso astuccio corneo all’apice  della coda  e di solito  ha due placche cornee.C:\Documents and Settings\Vincenzo\Desktop\martina\Home\Testudohermannijuv.jpg_2006812164226_Testudohermannijuv.jpg

Comportamento: Si nutre di vegetali. Il corteggiamento consiste nell’inseguimento della femmina da parte del maschio; quest’ultimo colpisce ripetutamente il guscio della femmina e ne morde le zampe posteriori. È attiva la mattina e la sera, per il resto della giornata dorme. Vive in un ambiente molto vario, asciutto o umido.

Distribuzione: Mediterraneo.

Poiana

Nome scientifico: Buteo buteo

Descrizione: Misura 51-58cme raggiunge l’apertura alare di 1,35 m. Il peso varia tra 0,5 e 1,2 kg. il piumaggio presenta numerose fasi , ma è essenzialmente bruno. sulle parti superiori è bianco, in quelle inferiori ha macchie brune. L’iride e le zampe sono gialle.

Mammiferi- Insettivori

Riccio Europeo

Nome scientifico: Erinaceus europaeus

Discrezione: Sono animali terrestri provvisti di spine. Hanno una colorazione uniforme sul ventre variabile da marrone al bianco.

Abitudine- Comportamento: I ricci si nutrono di insetti, vermi, e altri invertebrati. Sono animali notturni perché sono molto lenti. Non scavano e non si arrampicano. In caso di pericolo si appallottolano. Il nido si trova di solito sotto densi arbusti .

Distribuzione: I ricci si trovano nella maggior parte dell’ Europa  Occidentale, soprattutto nei boschi con vegetazione erbacea bassa.

Mammiferi-Roditori

Istrice

Nome scientifico: Hystrix cristata

Descrizione: Ha la pelliccia coperta di aculei che perde normalmente. Le sue dimensioni sono circa 70 cm.

Abitudini-Comportamento: Vive in piccoli gruppi, in grandi e profonde tane o caverne. Si cibano di radici, bulbi e cortecce, e possono provocare anche grossi danni alle coltivazioni. Le spine non provviste di punte ricurve, se rizzate contro l’avversario possono infliggere ferite. La coda produce un caratteristico crepitio.

Distribuzione: è presente nell’Italia centro- meridionale.

Mammiferi-Lagomorfi

Coniglio selvatico

Nome scientifico: Oryctolagus  cuniculus

Descrizione: Ha orecchie e zampe più corte di quelle delle lepri e manca la punta nera sulle orecchie. Misura testa e corpo 35-45 cm, zampe posteriori 7,5-9,5 cm, l’orecchio 6-7 cm.

Abitudini-Comportamento: Sono  fortemente coloniali e le loro tane si trovano generalmente a gruppi, soprattutto di notte e si cibano di erbe, bulbi e cortecce. Producono un segnale d’allarme battendo il terreno con le zampe posteriori.

Distribuzione: Il coniglio selvatico si trova in gran parte dell’Europa, lungo le coste e dove ci sono distese erbose.

Mammiferi-Carnivori

Volpe

Nome Scientifico: Vulpes Vulpes

Descrizione: La volpe ha il muso aguzzo,le lunghe orecchie larghe ed erette e la coda folta,con la punta bianca. Il manto è di un  ricco rosso scuro.

Abitudini-comportamenti: La volpe è un’animale molto versatile .è solitaria  e notturna. Durante il giorno si ripara sotto cespugli in fossi,nelle tane scavate o abbandonate, nei giardini o tra il materiale di scarto. La volpe si nutre di piccoli roditori ma anche di conigli, uccelli, insetti, lombrichi, uova, carogne e rifiuti, in autunno,si ciba pure di frutta e bacche. I giovani, generalmente quattro o cinque, nascono in primavera.

Distribuzione: La volpe è presente in tutta l’Europa.

Anfibi

Discoglosso Dipinto

Nome scientifico: Discoglossus pictus-pictus.

Descrizione: È una rana paffuta di media grandezza, dall’aspetto lucido con la pelle bruna e qualche ruga come i rospi e un muso appuntito. Si distingue facilmente per la forma della pupilla che è di forma tondeggiante o triangolare. Ha la lingua a forma di disco.

Abitudini: Il Discoglosso si trova in acque correnti o stagnanti. Preferisce acque poco profonde infatti vive nei bacini o lungo le rive dei fiumi, convive con le rane verdi, si nutre di prede vive.

Distribuzione: Il Discoglosso dipinto si trova esclusivamente in Sicilia.

Rospo cuomune 

Nome scientifico: Bufo-Bufo

Descrizione: gli adulti arrivano ai 15 cm di lunghezza ma vi sono variazioni geografiche nella

taglia; le femmine sono più grandi dei maschi. Hanno la pelle molto verrucosa e ghiandole parato di molto prominenti e leggermente obliqui.

Abitudini-comportamento: uno dei più comuni anfibi europei, si trova in una grande varietà di ambienti, spesso piuttosto asciutti. Normalmente cammina, ma salta se allarmato.

Distribuzione: si trova nella maggior parte dell’Europa ad eccezione di Irlanda, Corsica, Sardegna, Balearie, Malta, Creta e altre piccole isole. È presente anche nell’Africa nord-occidentale e nell’Asia Paleartica fino al Giappone.                                                                                                                                           


LA FLORA IBLEA

Il fenomeno geologico delle “cave” iblee ha favorito la concentrazione di una grande varietà di specie vegetali in un’area molto ristretta.

Le piante possono essere di due tipi:

-       igrofile, cioè che vivono in ambienti umidi.

-       idrofile, ovvero che vivono nell’acqua.

L’albero più importante delle valli iblee è il leccio che nasce lungo  i versanti.

In queste valli si trovano anche piante rare, dette endemiche, come  l’orchidea.

Le piante sono molto diverse a seconda che nascano sul fondovalle oppure sui versanti

Alcuni tipi di piante che vivono sui versanti sono leccio, alterno, lentisco,timo, ecc.

invece quelle del fondovalle sono platano orientale, ecc.

Nella città di Scicli e precisamente nella valle di Chiafura (insediamento rupestre che si sviluppa su più terrazze lungo il pendio collinare) si trovano piante rupestri.

Orchidea  a farfalla

Nome scientifico: Ochis papilionacea

Descrizione:  Le orchidee hanno delle radici tuberose di forma ovoide.

Il fiore ha tre sepali, due petali e un labello speronato diviso in tre lobi.

Una delle più belle è l’orchidea a farfalla; ha grandi fiori di colore rosso-

Porporino. La fioritura avviene tra Marzo e Maggio.

Ambiente: L’orchidea a farfalla si trova nelle rive dei laghi subalpini, nelle posizioni più calde e soleggiate.

Note: È una specie rara e protetta. Il fiore di alcune orchidee assomiglia a un insetto. 

Il Leccio

Nome scientifico: Quercius ilex 

Descrizione: è un albero che può raggiungere 20 o 25 m,è anche un arbusto molto longevo. Ha rami irregolari è una corona ampia, ovale e densa,con corteccia grigia, lucida finamente screpolata in età. Ha foglie semplici alterne con picciolo breve peloso e ornato da due stipole. Il frutto è la ghianda, di colore bruno,che matura nel primo anno ed è di sapore amaro.

Ambiente: Lungo i versanti delle valli cresce il Leccio,che forma la Macchia Mediterranea.

Acanto

Nome scientifico: Acanthus mollis

Descrizione: Ha foglie lobate, alta 60-80 cm, ha un fusto semplice; sono mollemente pubescenti  lungo il picciolo, le nervature inferiori e i margini, per il resto sono glabre. Il frutto è una capsula ovoide contenente quattro semi di forma appiattita.

Ambiente: È una pianta da sottobosco ma vive anche isolata.

Origano

Nome scientifico: Origanum heracleoticum

Descrizione: Pianta perenne, piuttosto gracile e di piccola taglia. Dal rizoma ramificato e strisciante si levano i fusti fioriferi eretti

Distribuzione: Sud-mediterranea. Nel nostro paese è presente in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Ambiente: Macchie, garighe, radure boscose, scarpate, prati aridi. Sempre in ambiente assai soleggiato e arido.

Timo

Nome scientifico: Thymus Capitatus

Descrizione: Piccolo arbusto di 10-30 cm ma talora alto anche fino a mezzo metro. Fiore con calice di 3-4 mm e corolla di colore violetto.

 Distribuzione: Specie Mediterraneo-Occidentale e presente allo stato spontaneo nel nostro paese,nel Piemonte meridionale, in toscana, in Liguria e in Lazio.

Ambiente: Garighe, scarpate, pendii aridi e soleggiati

Note: Viene usato in cucina e come medicina nelle vie respiratorie


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